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Congresso Nazionale ACOI (ACOI VENTANNI)- Modena 25 Maggio 2001
Comunicazione:
LA TRACHEOTOMIA PERCUTANEA: SCELTA DI TECNICA O SCELTA IN FUNZIONE DEL PAZIENTE?. ESPERIENZA PERSONALE SU 125 CASI.
Apicella Felice, Vitali Alessandro, Nistri Roberto.
1a UO
Chirurgia Generale, Ospedale Nuovo San Giovanni Di Dio, Firenze, Italia
Premessa: la tracheotomia percutanea e' oggi il "gold
standard" per i pazienti ricoverati in terapia intensiva che necessitano
di lunghi periodi di ventilazione meccanica. Diverse tecniche di tracheotomia
percutanea sono state proposte dai diversi Autori (AA).
Scopi: ognuna delle tecniche proposte negli anni dai vari
AA per
realizzare la tracheotomia percutanea presenta caratteristiche e
peculiarità proprie, tutte concettualmente valide. A noi interessa dimostrare
l’importanza di conoscerle per
applicarle adeguandole opportunamente caso per caso.
Pazienti:
dal Gennaio 1994 al Gennaio 2001, 125 pazienti, 72 uomini e 53 donne (eta'
estreme: 20- 89 aa per gli uomini e 19-
79 per le donne), sono stati sottoposti a tracheotomia percutanea dallo stesso
operatore. Dei 125 pazienti, 122 erano ricoverati in Terapia Intensiva,
intubati, con necessita' di intubazione oltre i 7 giorni, 3 sono stati invece operati in urgenza (2 donne ed 1
uomo) al DEA. 50 pazienti sono stati
trattati con il metodo di Ciaglia, 10 con quello di Griggs, 50 con quello
combinato di Ciaglia-Griggs, 10 con il metodo di Fantoni, 2 con quello di
Ciaglia Blue Rhino ed infine i 3 operati d'urgenza con trachetomia percutanea
diretta (Pertrach).
Metodi: sono state utilizzate la tecnica di Ciaglia (1985), di
Griggs (1990), una combinazione delle due tecniche (Ciaglia-Griggs, 1996), la
tecnica translaringea di Fantoni (1993), la tecnica di Ciaglia Blue Rhino
(1999) e la tracheotomia percutanea
diretta (Pertrach, 1998). Agli inizi dell’esperienza non si utilizzava il fibrobroncoscopio,
in seguito il suo utilizzo, in elezione,
è diventato costante.
Risultati: nessuna complicanza maggiore, ne' perioperatoria, ne' a distanza di tempo;
si sono verificati 2 casi di sanguinamento modesto del sottocute (risolti con
la sola compressione); si è dovuto, in un solo caso, convertire la tracheotomia
translaringea in una percutanea dilatativa; non ci sono state infezioni della
stomia.
Discussione: tutti i
lavori disponibili descrivono confronti tra le varie tecniche di tracheotomia
percutanea. Nella nostra esperienza abbiamo adottato tutte le tecniche, in 50
casi abbiamo combinato la tecnica di Ciaglia con quella di Griggs. Ognuna delle
tecniche citate presenta vantaggi e
svantaggi, ma nel complesso si puo'
sostenere che non esiste la tecnica migliore. Nell’ esperienza personale non abbiamo avuto complicazioni
significative ne' intraoperatorie ne' a distanza indipendentemente dalla
tecnica adottata. Dopo aver attuato tutte le tecniche abbiamo deciso di
adottare, in funzione del paziente e
delle sue condizioni cliniche, quella che
più si adatta al caso che stiamo
trattando, indipendentemente da quella che riteniamo tecnicamente migliore.
Conclusioni:
l’esperienza personale, avvalorata dal fatto di esere stata eseguita da
un unico chirurgo, dimostra come sia
possibile minimizzare le complicazioni della tracheotomia percutanea
soltanto scegliendo la tecnica piu' adatta per ogni singolo paziente. In
particolare nei pazienti che non hanno
problemi di intubazione oro-tracheale e' preferibile la tracheotomia
translaringea; nei pazienti con
problemi di intubazione oro-tracheale e' preferibile la tecnica secondo Ciaglia
Blue Rhino o la tecnica mista Ciaglia-Griggs; in urgenza e' preferibile la tracheotomia
percutanea diretta (Pertrach) o chirurgica. Nei pazienti con gozzo tiroideo
fisso e' preferibile la tracheotomia chirurgica.
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