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Il Nuovo Ospedale è stato inaugurato l' 8 marzo 1982. L'edificio sorge su un terreno acquistato nel 1967 attraverso la vendita di un immobile del patrimonio dei frati di San Giovanni di Dio. Si tratta del terreno della fattoria Torre Galli, da cui il nome con cui spesso viene chiamato l'ospedale. Torre Galli era in origine era una rocca della potente famiglia dei Nerli che estendeva i suoi possedimenti da Soffiano a Settimo. Nel 1500 fu trasformata in villa ma ha conservato la torre che ancora oggi le conferisce l'aspetto medievale. Nel 1603 passò in eredità a Flaminio Ottieri di Siena dalla parte della madre, Fiammetta dei Nerli che l'aveva ricevuta in dote. Venti anni dopo fu acquistata da Matteo Lorenzo Galli, nella seconda metà dell'800 dai Gentile Farinola. | |
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L' ANTICO OSPEDALE DI SAN GIOVANNI DI DIO DI
FIRENZE | |
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![]() L'antico ospedale si trova a Firenze in Borgognissanti e in origine si chiamava Ospedale dell' Umiltà , probabilmente per la presenza nella medesima via del convento dei frati Umiliati. Risale alla fine del 300 ed è opera del mercante e setaiolo Simone Vespucci, dalla cui famiglia discenderà il più noto Amerigo. Dall' amministrazione e patronato dei Vespucci, l' ospedale passò sotto la sorveglianza della Compagnia di Bigallo, investita della sorveglianza e gestione dei piccoli ospedali della città e del contado. Il 4 febbraio del 1588, il granduca Ferdinando I accordò ai frati ospitalieri di San Giovanni di Dio il possesso dei locali dell' antico ospedale, che in quel momento era sfornito ormai di qualsiasi patrimonio e quasi totalmente in rovina.La povertà del luogo e la malsanità dei locali non scoraggiò i frati che iniziarono immediatamente la loro attività assistenziale rivolta ai poveri infermi. Nel XVIII secolo l' ospedale assume in ambito cittadino il ruolo del grande ospedale gestito da religiosi, ormai comunemente indicati oltre che come "Fatebenefratelli" (per l' invito all' elemosina, rivolto ai passanti ) anche come "frati della sporta" per via della grande borsa da essi usata nella "cerca" quotidiana secondo l'insegnamento del fondatore. Di questo periodo sono i lavori di Carlo Marcellini, autore della facciata della chiesa e di una nuova sistemazione del complesso ospedaliero, tuttavia oggi irrimediabilmente perso nel rifacimento successivo di Pier Antonio Tosi di fine ' 700 e in quello di Ignazio Villa della seconda metà del XIX secolo, mentre rimane ancora oggi la splendida scalinata interna dello Sticciati. All' indomani dell' Unità d' Italia, nel 1866, cessò la gestione dei frati che, pur rimanendo all' interno dell' istituzione quali medici e infermieri, dovettero cedere l' amministrazione ad una Commissione Amministratrice e poi successivamente nel 1890, ad un Consiglio di Amministrazione. Dal 1982, l'antico ospedale di San Giovanni di Dio di Borgognissanti ha cessato di esistere come tale e il patrimonio dell' ente, è divenuto proprietà del Comune di Firenze. | |
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SAN GIOVANNI DI DIO | |
Il fondatore dell'Ordine dei Fatebenefratelli nasce nel 1495 a Montemor- o - Novo in Portogallo al tempo di Giovanni II, di Ferdinando e Isabella di Spagna e sotto il pontificato di Alessandro VI. L'anno della nascita è reso noto dallo storico Francesco de Castro, biografo del Santo. Nel 1523, sappiamo per certo che Giovanni esercita la professione del soldato a Fuenterrabia al seguito del conte della città di Oropesa, impegnato nella guerra contro i francesi, cui seguì la sua espulsione dall'esercito e successiva condanna all'impiccagione per aver mancato a compiti affidatigli. Salvato da un personaggio molto influente lo troviamo nel 1532 soldato a Vienna, impegnato nella lotta contro il pericolo turco. Nel 1533 ritorna in Spagna, recandosi successivamente in pellegrinaggio a Compostela. Successivamente passò in Portogallo da dove, visitato il paese natio, passò a Gibilterra per imbarcarsi alla volta di Ceuta in Africa. La decisione dell'imbarco, al seguito di un gentiluomo e della sua famiglia, pare gli provenisse già allora dal desiderio di impegnarsi a favore dei poveri e degli ammalati. Ciononostante nel 1538 è nuovamente di ritorno in Spagna, dedito al commercio di libri a Gibilterra e da qui a Granada dove aprì un piccolo negozio a porta Elvira. E' nel gennaio del 1539 che avviene la conversione di Giovanni, il giorno della festa di san Sebastiano martire. In quel giorno predicava in città il maestro Giovanni d'Avila. La conversione di Giovanni è talmente "clamorosa" che viene rinchiuso come pazzo nell'ospedale reale di Granada. Nel 1539, uscito dall'ospedale inizia la sua opera destinata al soccorso dei poveri e dei malati, degli emarginati in genere, per i quali i posti disponibili negli ospedali erano sempre insufficienti. Consultatosi col beato d'Avila si recò dapprima in pellegrinaggio a Guadalupe nell'Estremadura. Poi tornò a Baeza e da qui nuovamente a Granada dove nell'autunno del 1539, fonda nella calle Lucena il primo ospedale in una casa presa in affitto. Sicura è la data della morte del santo, avvenuta a Granada l' 8 marzo del 1550 all'età di 55 anni. I suoi seguaci arrivarono in Italia e si stabilirono a Roma nel 1584 nell' Isola Tiberina dove già esisteva un antico ospedale e dove tuttora risiedono. | |
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L' OSPEDALE
OGGI | |
![]() Il Nuovo Ospedale San Giovanni di Dio fa parte integrante della rete ospedaliera della Azienda Sanitaria di Firenze; il suo principale bacino d'utenza è rappresentato dal quartiere 4 e parte del quartiere 3 di Firenze nonché da tutti i comuni della zona sud-ovest di Firenze. Possiede 345 posti letto tra ordinari e day hospital, tutte le discipline mediche di base oltre a molte specialistiche e ad attività di alta specializzazione per le quali è struttura di riferimento regionale. Attualmente sono in corso numerose opere di adeguamento e ampliamento dell'ospedale secondo un progetto che porterà nel giro di 2-3 anni al raddoppio delle aree dedicate ai servizi diagnostico-terapeutici e al potenziamento delle tecnologie sanitarie. La mole di attività e di prestazioni è considerevole, in riferimento alle sue dimensioni strutturali-organizzative. In un anno vengono eseguiti quasi 20.000 ricoveri con oltre 100.000 giornate di degenza, 47.000 prestazioni di pronto soccorso, 5.300 interventi chirurgici. Circa 200.000 persone all'anno accedono ai servizi ambulatoriali. In tutto l'ospedale lavorano circa 200 medici e 600 infermieri, oltre al personale tecnico e amministrativo. |